Aumentare la visibilità del proprio sito ecommerce

Se si è creato un ecommerce, un negozio online, la sfida più difficile è quella di renderlo il più visibile possibile e di escogitare una buona strategia per aumentare le vendite. In questa guida vedremo come ottimizzare il SEO naturale del proprio sito per aumentarne il numero dei visitatori e come creare una strategia attrattiva ed efficace per fidelizzare i propri clienti.

Lavorare sulla visibilità del proprio sito

La scelta e l’utilizzo delle parole chiave

Il SEO naturale è la base della propria strategia di visibilità. Per ottimizzarlo, bisogna lavorare sul testo, poiché è proprio questo che i robot di ricerca analizzeranno per posizionarvi sul SERP (Search Engine Result Pages. Dunque descrivere i prodotti in dettaglio, personalizzare le pagine con parole chiave, aggiungere un blog, da aggiornare costantemente, aggiungere delle pagine sulla storia della propria impresa, su come vengono fabbricati i proprio prodotti, le proprie attività e sui propri partner è un obbligo per poter raggiungere il successo. Le parole chiave (keywords) in questo sono molto utili se pertinenti (legate alla propria attività) e ben scelte (non troppo concorrenziali). Per la ricerca delle giuste parole chiavi è possibile servirsi di Google Trends o di keyword tools, di supporto per la ricerca delle giuste parole chiave relative alla propria attività.

Update del contenuto

Aggiornando il contenuto regolarmente sul sito, consentirà di rendere il sito dinamico e di poter ottimizzare il SEO.

Scegliere il proprio nome di dominio

Un nome di dominio consente di proteggere il proprio marchio e di lavorare sull’immagine del sito. La scelta del giusto nome di dominio deve essere focalizzata, basandosi sulla sua facilità, facilità di ricordare il nome, di saperlo pronunciare e di scriverlo, un nome che sia il più corto possibile e naturalmente, rilevante e che rispecchi per il proprio intero business.

Backlinks/Partnerships

Con il Guest blogging e lo scambio di link sarà possibile creare dei partenariati per sviluppare la propria visibilità. Blogger influenti legati al proprio campo di attività possono essere un ottimo canale pubblicitario, non esistare dunque ad inviare campioni per far parlare di sé, dei proprio prodotti o della propria marca. Anche il guest blogging, l’ospitare del contenuto web di terzi autori sul proprio sito, o vice versa, può essere una soluzione.

Campagne d’advertising

È possibile aumentare la visibilità dei propri prodotti attraverso della campagne ads, sia sui social che con Google Adword.Un investimento, questo, necessario se si desidera realmente aumentare la propria visibilità. La buona riuscita della campagna ads dipende da quanto questa sia stata ben preparata e studiata strategicamente. Molti sono i fattori da tenere in considerazione tra cui definire il giusto target di audience, scegliere i giusti media e le giuste parole chiave.

Migliorare il purchase funnel

Utilizzare un vocabolario allettante ed attrattivo nel testo, in modo che si mettano in valore le caratteristiche del proprio ecommerce, differenziandosi dalla concorrenza e pubblicizzando i nuovi prodotti nella home.

Creare Call to action efficaci

I bottoni Call to action (CTA) possono incitare I visitatori ad eseguire azioni particolari (acquisti, download, registrazioni) sulla propria pagina web. Per creare dei bottoni Call to action efficaci sarà necessario evidenziare il senso dell’urgenza (offerte promozionali, limiti di tempo, ecc.), e scegliere una posizione ottimale nella pagina. Devono essere creati per essere visibili ma allo stesso tempo coerenti (in termini di dimensione, colore e design) con altri elementi della pagina. Per meglio garantire l’efficacia dei bottoni Call to Action si consiglia di effettuare dei test periodici, ogni 3 settimane circa, per poi comparare i risultati in termini di rendimento e, se necessario, apportare le dovute modifiche.

Servirsi delle statistiche del proprio sito

Per poter determinare quali sono le pagine più visitate, quali Call to action funzionano meglio e quali prodotti piacciono di più, si può far ricorso a Google Analytics, che consente di avere un ventaglio delle statistiche inerenti al proprio business.

Migliorare l’esperienza d’acquisto degli utenti

Vendere soluzioni invece di singoli prodotti

Offrire filosofie, stili di vita o concetti, invece di singoli prodotti, dimostrando agli utenti che i propri prodotti possono trasformare le loro vite risolvendo i problemi di ogni giorno. Investire il proprio tempo narrando delle storie: gli acquirenti adorano conoscere le storie che si nascondono dietro i prodotti che più piacciono, la loro origine, come sono stati disegnati e prodotti.

Migliorare la navigazione sul proprio sito web

Organizzando la struttura del sito in maniera facile e pratica può aiutare a migliorare la navigazione diretta sul proprio sito. Ad es. ottimale sarebbe organizzare i prodotti per categorie; aggiungere il proprio logo (che reindirizzi sulla propria homepage) nel banner del sito; fornire il sito della funzione di ricerca rapida, per evitare il dispendio di del tempo (cosa non molto gradita nel web). Creare un ecommerce che consenta di riprodurre quanto più possibile il negozio fisico, con descrizioni e foto per ogni prodotto. Sarà possibile aggiungere anche dei video dimostrativi, che riguardano i propri prodotti. Siate il più precisi possibile riguardo le informazioni del prodotto: dimensioni, consigli di manutenzione, materiali utilizzati, ecc. Assicurare il cliente attraverso informazioni chiare riguardanti la modalità di pagamento, la sicurezza, il trasporto, le condizioni di rimborso o di cambio del prodotto, e così via. Inoltre, sarà possibile aggiungere una pagina di biografia (una breve introduzione di sé, del fondatore del brand, con qualche foto), una pagina con i contatti (telefono, mail o link indirizzati sulle pagine social) e una pagina dedicata alle opinioni dei consumatori.

Giocare la carta della fedeltà del cliente

Creare una community

Fidelizzare i propri clienti proponendo loro l’iscrizione alla newsletter o facendo in modo che i clienti più affezionati possano condividere e parlare di voi su Facebook o Twitter.

Animare la community

Attrarre nuovi visitatori con contest differenti, tra cui invitare i clienti a postare foto o video mentre usano i proprio prodotti sui social, ricompensando la foto migliore. Creare partnership o partecipare agli eventi è un modo ottimale per animare la propria community e far partecipare i propri fans.

Ricompensare la fedeltà dei clienti

I clienti più affezionati e fedeli dovranno essere ricompensati, magari con saldi speciali o offerte promozionali; mantenendo viva la relazione con gli stessi clienti, facendone una vera e propria priorità. Rigore, passione e velocità pratica nell’annullare le prenotazioni, saranno inglobate in un quadro dove il cliente si sente a sua agio e creare una fidelizzazione forte e salda nel tempo.

Ora tocca a voi, fare di questi consigli il proprio business per aumentare la visibilità del vostro sito, attirando nuovi visitatori, aumentando le vendite e creando fidelizzazione con i clienti più affezionati.

Ottimizzazione (motori di ricerca)

Con il termine ottimizzazione (in lingua inglese Search Engine Optimization e in acronimo SEO) nel linguaggio di internet si intendono tutte quelle attività volte ad ottenere la migliore rilevazione, analisi e lettura del sito web da parte dei motori di ricerca attraverso i loro spider, al fine di migliorare (o mantenere un elevato) posizionamento nelle pagine di risposta alle interrogazioni degli utenti del web.

Descrizione generale

L’attività SEO consente un facile reperimento del sito da parte degli utenti che cercano sui motori e normalmente determina l’aumento del volume di traffico qualificato (utenti specificamente interessati) che un sito web riceve tramite i motori di ricerca. Tali attività comprendono l’ottimizzazione della struttura del sito e degli url (url optmization), dell’accessibilità delle informazioni da parte dei motori degli utenti, spider (robot and sitemap optimization) sia del codice sorgente (code and error optimization), degli approfondimenti link (link optimization), la presenza delle immagini, della pagina web, sia dei contenuti.

L’ottimizzazione è parte di un’attività più ampia, il Web marketing (marketing del web e dei motori di ricerca), differente dal Search Engine Marketing (SEM), che invece è una specifica branca del Web marketing che riguarda l’attività di acquisto di traffico svolta nei principali motori di ricerca. La piattaforma di SEM più famosa è sicuramente AdWords (di Google Inc.), la quale permette agli utenti di acquistare una parola chiave tramite un meccanismo ad asta: in base all’offerta effettuata (e al punteggio di qualità) si ottiene un determinato posizionamento nella pagina dei risultati del motore di ricerca. Nonostante questo si può ritenere che le tecniche di attività di SEO e quelle di SEM non differiscano in modo sostanziale, bensì abbiano numerosi punti in comune.

Le due caratteristiche salienti che li differenziano sono:

  1. L’investimento monetario per il SEM e la “gratuità” delle campagne SEO;
  2. L’immediatezza del SEM (una campagna online dà risultati immediati) e i lunghi tempi della SEO (i risultati delle attività di SEO sono visibili dopo settimane o mesi di lavoro).

L’attività di ottimizzazione per i motori di ricerca comprende varie operazioni tecniche che vengono effettuate sul codice HTML (incluso il markup) e sui contenuti delle pagine web del sito, nonché sulla struttura ipertestuale complessiva (tecnologie di interazione comprese). Indispensabile è anche l’attività esterna al sito, solitamente effettuata con tecniche di link building, diffusione di comunicati stampa e campagne di article marketing di qualità.

La figura professionale specializzata in ottimizzazione è il SEO (search engine optimizer, ottimizzatore per i motori di ricerca – che ha il medesimo acronimo dell’attività che svolge). In siti di dimensioni elevate, o particolarmente complessi, il SEO resta in stretto contatto con il team di lavoro, necessitando a seconda degli elementi trattati di specifiche professionalità che difficilmente possono ricadere in una singola persona. L’ottimizzazione di un sito è funzionale al suo posizionamento nelle pagine di risposta dei motori, che a sua volta è funzionale alla visibilità dei prodotti/servizi venduti.

Pratiche per l’ottimizzazione delle pagine

Per quanto riguarda la struttura HTML, parte dell’ottimizzazione consiste nel:

  • Inserire i contenuti importanti all’inizio del codice HTML;
  • Usare I tag HTML il più possibile attinenti alla struttura dei contenuti presentati (semantico) e verificare sempre che il codice delle pagine sia formalmente valido. Può essere utile confrontarsi con le specifiche WCAG per rendere i contenuti meglio “accessibili” anche per i crawler;
  • Differenziare opportunamente i titoli delle varie pagine di un sito, renderli chiari e coerenti con il contenuto della pagina: dovrebbero contenere le parole chiave di maggior peso;
  • Evitare di inviare informazioni incontrollate o inutili (potenzialmente dannose) tramite tag <meta>: i browser le ignorano, i crawler no;
  • Evitare l’utilizzo di JavaScript per gestire la navigazione, perché il crawler non interpreta gli script e non seguirà questi collegamenti. Usare invece collegamenti standard inserendo tag <a> con l’attributo <href>. I browser delle ultime generazioni non avranno problemi a gestire link contenenti sia un indirizzo in href che una chiamata a JavaScript in un gestore di evento onClick: se quest’ultima è ritenuta indispensabile, è possibile inserirla ed essa verrà eseguita invece del collegamento vero e proprio. È importante ricordarsi di inserire comunque anche il collegamento tramite l’attributo href, a beneficio di browser non standard, browser accessibili, e crawler.

Riguardo alla gestione del server e degli URL, invece:

  • Possibilmente, scegliere anche l’URL della pagina in modo che contenga le parole chiave più probabili, ovvero che sia descrittivo e possibilmente somigliante al titolo della pagina stessa;
  • Evitare se possibile l’invio di parametri per un’eventuale applicazione lato server tramite l’inserimento di un’interrogazione (query) nell’URL della pagina, ossia la presenza di coppie parametro=valore dopo un punto di domanda, dopo l’indirizzo della pagina (http://www.sito.it/percorso/pagina?parametro=valore). Alcuni motori di ricerca scaricheranno e indicizzeranno solo la pagina base, senza tener conto della query;
    • inoltre, se l’interrogazione contiene informazioni specifiche sulla sessione (per esempio Session ID, che cambiano per ogni visitatore) nemmeno Google ottiene un URL univoco per la pagina, e può trarne le più disparate conclusioni negative. Per questo tipo di informazioni è opportuno usare i cookie;
  • Evitare l’utilizzo di redirect non HTTP (attraverso tag <meta http-equiv=”refresh”>), perché non è detto che il motore di ricerca li segua. È anche diffusa l’idea che la loro presenza possa penalizzare il Link Analysis Ranking di una pagina. Attuare invece ogni redirezione con una risposta HTTP di reindirizzamento (codici 3xx); inoltre, ogni redirezione effettuata tramite tag <meta http-equiv=”refresh”> è contraria ai paragrafi 7.4 e 7.5 delle WCAG 1.0;
  • Evitare se possibile di servire contenuti differenziati ai crawler (Cloaking) tentando di riconoscerne la stringa di User agent o l’IP del bot che scansiona le nostre pagine. È una pratica potenzialmente dannosa che espone (in casi estremi) al rischio concreto di cancellazione dagli indici dei motori e nella maggior parte degli altri casi ad una mancata valorizzazione delle pagine interne di un sito; qualora questo non fosse possibile per ragioni tecniche (per esempio fornire dei contenuti statici di un sito realizzato interamente in Flash), ma fosse necessario implementare una staticizzazione dei contenuti, è preferibile gestirla client-side, mediante l’uso di cookie di sessione.
  • Implementare i file robots.txt e sitemap.xml per indicare ai crawler dei motori di ricerca quali contenuti indicizzare e quali escludere dal processo di indicizzazione.

L’ottimizzazione per Google

Nei primi anni Duemila il motore di ricerca Google ha introdotto un elemento di novità nell’approccio al problema dell’indicizzazione del web, il PageRank, un algoritmo di valutazione della rilevanza di una pagina basato su concetti matematici. Nel decennio successivo questo valore ha perso progressivamente importanza. Oggi è considerato uno dei tanti parametri di cui tener conto (e non il più importante). Robert Metcalfe (inventore di Ethernet), ha definito tale algoritmo come “l’effetto della rete” (network effect): una rete è tanto più utile quanto più elevato è il numero dei suoi utenti. Google indicizza una pagina basandosi sui suoi contenuti e sui link che puntano ad essa. Non solo: utilizza anche 200 valori segreti (o almeno lo sono la maggior parte di essi), che interagiscono mediante l’algoritmo di Google per definire la qualità e vari altri fattori contenuti nei siti (e nei blog, oltre che nei servizi utili nel web). Nelle varie informazioni che è necessario conoscere per arrivare nelle vette dell’ottimizzazione per Google è necessario che il proprio sito possa essere SEO friendly, ovvero che possa essere riconosciuto come sito o blog facilitato per quanto riguarda la lettura dei bot dei motori di ricerca. Ciò avviene prestando particolare cura a molti degli elementi che si trovano in ogni pagina di un sito web, e di ogni documento caricato sul web.

Ottimizzazione delle immagini

La ricerca per immagini è il secondo tipo di ricerca effettuato su Google. Per fare in modo che anche le immagini siano indicizzate e ricercabili dai motori di ricerca, contribuendo alla ricercabilità della pagina in cui sono inserite, l’immagine deve avere una url che descrive il contenuto dell’immagine stessa (es: /images/mobile_rosso.jpg) e ci deve essere un ALT TAG di descrizione (quello che appare come descrittivo dell’immagine). Altre informazioni possono essere introdotte in TITLE e in Caption (una tabella che ha lo scopo di descrivere l’immagine e viene utilizzata dai principali cms). Le principali web app specifiche sulle immagini sono in grado di configurare questi campi utilizzando i relativi campi EXIF.

Ottimizzazione per file PDF

L’ottimizzazione dei documenti in formato PDF prevede alcuni interventi al momento della creazione del file.

Gli elementi più importanti da compilare correttamente ai fini del posizionamento sulle SERP di un documento PDF sono:

  • il nome del file, se è composto da più chiavi utilizzare il trattino per separarle; ad esempio, se il file PDF parla di animali domestici utilizzeremo il seguente nome file: animali-domestici.pdf
  • le proprietà interne al documento: cliccare su “File” – “Proprietà” e compilare necessariamente “Titolo”, “Oggetto” (che sarebbe la description), “Autore” (potete mettere il nome del sito) e “Parole chiave”.
  • Il titolo all’interno del documento: se il documento non dovesse avere un titolo, sarà Google ad attribuirne uno. Meglio, quindi, indicare il titolo che si vuole dare al documento utilizzando per il font: Verdana, Italico e Centrato.

Per quanto riguarda l’inserimento di un link cliccabile all’interno delle pagine, si noti che un file pdf viene letto da Google come una sorta di pagina web a sé stante e risulta, pertanto, un backlink al proprio sito. L’importante è tematizzare il link, cioè inserire l’esatta pagina di riferimento. Per esempio, se abbiamo un PDF che parla di animali domestici su un portale di animali, sarà meglio inserire il link alla pagina che parla esattamente di quelli domestici.